Quali sono gli elementi che possono disturbare il sonno?

L’INSUFFICIENZA DI SONNO può essere un elemento molto importante sul quale intervenire per migliorare lo stato di SALUTE FISICA E MENTALE degli atleti professionisti e non.

Gli atleti d’élite sono particolarmente suscettibili alle inadeguatezze del sonno, caratterizzate da un sonno breve abituale (<7 ore / notte) e da una scarsa qualità del sonno (p. Es., Frammentazione del sonno). Gli studi che indagano il sonno negli atleti spesso non sono di facile interpretazione poichè presentano margini di errore di valutazione. La ricerca spesso indaga solo in superficie come il sonno influenza la salute dell’atleta. Studi condotti su una popolazione più ampia mostrano che dormire abitualmente <7 ore / notte aumenta la suscettibilità alle infezioni respiratorie.

➡️Fortunatamente, si sa molto sugli ELEMENTI che determinano una insufficienza del sonno negli atleti, consentendo interventi mirati.

Ad esempio, il sonno dell’atleta è influenzato da fattori specifici dello sport (relativi all’intensità dell’allenamento, alle trasferte e alla competizione) e fattori non sportivi (ad esempio, genere, stress e ansia da prestazione, uso dei dispositivi elettronici fino a poco prima di dormire).Particolarmente utile può in fase di anamnesi sportiva e alimentare, essere la valutazione della qualità del sonno per attuare strategie come l’educazione al sonno anche attraverso lo screening attuato con semplici fitness tracker.

INTERVENENDO DA SUBITO SUL SONNO possono infatti essere mitigati questi fattori di rischio e ottimizzare Ia prestazione dell’atleta.

QUINDI: In assenza di una valutazione individuale, consigli generici sul sonno dell’atleta (p. Es., 7-9 ore / notte) possono non essere l’ideale per la salute e le prestazioni

.🗝ANCORA una volta un approccio personalizzato che dovrebbe considerare i bisogni di sonno percepiti dall’atleta risulta la strada vincente!Chiedimi pure se sei interessato!

Fonte:“Sleep and the athlete: narrative review and 2021 expert consensus recommendations” British journal of Sports Medicine

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